Artigiancredito Toscano è il confidi promosso da
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ARTIGIANCREDITO ASSUME LA PRESIDENZA DI FEDART FIDI PDF Stampa E-mail

Giacomo Cioni e Fabrizio Campaioli, esponenti di ACT, eletti quali Presidente e Vicepresidente di Fedart

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Sono Giacomo Cioni e Fabrizio Campaioli, rispettivamente consigliere e Presidente di Artigiancredito Toscano (ACT), il nuovo Presidente e Vicepresidente di Fedart Fidi, la maggiore federazione di rappresentanza del sistema di garanzia in Italia, promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani. E’ di rilievo il fatto che per la prima volta nella storia di Fedart le due principali figure della governance siano entrambe esponenti di un unico soggetto.

Cioni, eletto sabato 18 novembre a Torino in occasione della giornata conclusiva della convention nazionale di Fedart Fidi, nel suo intervento di insediamento ha evidenziato come “il sistema dei Confidi ha riconfermato il proprio ruolo strategico al fianco delle imprese e le numerose riforme in campo in questi mesi sono importanti chance da cogliere per contribuire fattivamente a facilitare l’accesso al credito delle Pmi. Ma l’evoluzione dei Confidi e la loro capacità di rispondere con efficacia ai bisogni delle imprese impone di rilanciare il modo di fare rappresentanza e anche della struttura di rappresentanza che guiderò nei prossimi tre anni, la principale Federazione dei Confidi in Italia e in Europa. Credo nella condivisione e nel confronto, affinché la sintesi tra i diversi punti di vista porti alla migliore posizione raggiungibile in una logica di sistema, unica possibilità per dare continuità a questo straordinario mondo fatto di mutualità e prossimità. Chiediamo alle Istituzioni la necessaria attenzione per trovare un nuovo veicolo normativo che consenta di approvare quanto prima la riforma della Legge Quadro superando le resistenze del Governo, facendo leva anche sulla sensibilità che in tutte le occasioni il Parlamento all’unanimità ci ha dimostrato”.

Entrambi - Campaioli e Cioni – sono stati eletti In occasione dell’appuntamento torinese anche nel consiglio direttivo del Fiaf, il Fondo Interconsortile dell’Artigianato Fedarfidi, destinato alla prestazione di controgaranzie e cogaranzie ai Confidi associati ed anche alla prestazione di servizi ai Confidi soci, sia ai fini della loro iscrizione nell’elenco speciale degli intermediari finanziari, che, in generale, alla riorganizzazione, integrazione e sviluppo operativo dei Confidi stessi.

Alla Convention Fedart sono stati svelati, in anteprima, i dati del 2016 sul credito alle imprese artigiane. Le 115 strutture aderenti a Fedart Fidi hanno garantito ai propri soci finanziamenti bancari per circa 4 miliardi di euro. Il dato rilevato appare per la prima volta un valore stabile, dopo anni di costante riduzione avviatasi fin dal manifestarsi dei primi segnali della crisi. Lo stock di garanzie (di norma al 50% del valore dei finanziamenti bancari concessi) complessivamente prestate dai Confidi Fedart si è attestato, a fine 2016, a circa 5 miliardi di euro. I beneficiari sono risultati poco meno di 700 mila imprese, prevalentemente del comparto artigiano, ma con la componente “non artigiana” che fa rilevare una presenza via via sempre più rilevante. Dal punto di vista economico-finanziario, il sistema dei Confidi dell’Artigianato, a differenza di quelli di altri comparti, si presenta sostanzialmente in equilibrio, nonostante il consistente sforzo al fianco dell’economia reale, con una dotazione patrimoniale intorno ai 770 milioni di euro, composta per circa 500 milioni di euro dal capitale sociale apportato dalle imprese socie. Il sistema registra un rapporto tra patrimonio e volume di garanzie in essere pari al 16,0% che, oltre ad essere in leggera crescita nell’ultimo triennio, è sintomo di una più che buona capacità di far fronte ai propri impegni (coefficiente di solvibilità). Il sistema dei ricavi dei Confidi Fedart risulterebbe in grado di coprire ampiamente i costi di funzionamento; il volume di sofferenze, tuttavia, determina costi per il deterioramento che incidono in modo pesante sui risultati di bilancio: i risultati economici, seppur leggermente positivi, sono ancora fragili, dopo lunghi anni di risultati negativi.

Nel corso dei lavori della convention Fedart è intervenuto anche il Direttore Generale di Artigiancredito Toscano, Paolo Pasqualetti, con un’ampia relazione sugli scenari attuali e prospettici dell’economia toscana e del mercato delle garanzie in questa regione.

Pasqualetti ha, innanzitutto, evidenziato che il contributo che Artigiancredito è in grado di fornire al sistema produttivo è influenzato dai principali fattori o vicende che hanno caratterizzato il territorio sul quale questo confidi opera. Ci sono fattori – ha rimarcato Pasqualetti - in grado di generare riflessi positivi sull’operatività del sistema di garanzia, come l’applicazione totale decisa dalla Regione Toscana della “legge Bassanini”, che consente al sistema creditizio locale l’accesso alle prestazioni del Fondi Di Garanzia nazionale solo per tramite di confidi accreditati; ci sono state, di contro, vicende che invece - queste le parole di Pasqualetti - “hanno portato a dissesti enormi nel sistema bancario operante in Toscana ed i cui effetti negativi hanno ulteriormente aggravato il quadro già venutosi a creare nell’economia reale e conseguentemente nell’acceso al credito delle MPMI”.

Riguardo alla Bassanini totale, Pasqualetti si è soffermato evidenziando che “Act ha inteso assumere da subito un atteggiamento proattivo ed al tempo stesso prudente e rigorosamente rispettoso delle modalità operative da seguire nell’acquisizione della contro garanzia statale. Il tasso medio di sofferenza del portafoglio Act contro garantito dal Fondo Centrale al 30/09/2017 è l’1,36% contro il 4,97% che è il dato a livello nazionale”. Il Direttore ha poi ricordato che “se le di dirigenze di Cna e Confartigianato dei primi anni duemila non fossero riuscite nell’intento di creare una struttura unitaria affiancando alla stessa un modello distributivo multicanale, gli effetti della crisi per le piccole strutture di garanzia allora esistenti sarebbero stati devastanti”.

Con riguardo agli scenari futuri, il Direttore di ACT si è detto abbastanza preoccupato per l’esclusione prevista nella nuova legge di riforma del Fondo Di Garanzia statale dagli interventi di garanzia delle operazioni finalizzate alla ristrutturazione finanziaria delle passività sul medesimo istituto bancario e per la forte selezione che parte del sistema bancario sta operando nei confronti delle strutture di garanzia (la famosa tematica dei confidi IN o OUT). Su quest’ultima problematica, Pasqualetti ha concluso il suo intervento illustrando la via che il proprio confidi, ACT, sta percorrendo, ossia quella di acquisire come propri soci confidi “non accreditati” presso una parte del sistema bancario, al fine di rilasciare prestazioni di garanzia di secondo grado in favore dei soci di questi ultimi; una soluzione questa che garantirebbe ai confidi c.d. OUT una continuità operativa rispettosa sia della territorialità e del rapporto di ogni singolo confidi con le proprie aziende socie.

 
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